Ossessioni d’ Amore

La persona ossessionata in amore ha grande difficoltà a gestire i propri sentimenti ossessivi. Spesso, la gelosia finisce per dominarlo causando dei comportamenti evidenti, critici e dispotici. Tra questi comportamenti sono resi evidenti le chiamate e i messaggi continui e incessanti, episodi di rabbia se non si riceve una risposta immediata, controllo e monitoraggio di dove si trova il partner o la persona oggetto dell’ossessione in qualunque momento, che relazioni sta intrattenendo e con chi si trova nonché la continua verifica dell’evidenza dell’informazione appena ricevuta.

Questi tipi di comportamento ledono la libertà personale, sono comportamenti che arrivano ad essere percepiti come intrusivi proprio perché hanno a che fare con sorveglianza e controllo dell’altro. Si arriva a vere e proprie forme di violenza, non necessariamente fisica. Alla base di questi atteggiamenti c’è sempre una forte insicurezza emotiva.

La persona ossessionata è incapace di distogliere il proprio pensiero ossessivo dalla persona oggetto della sua ossessione; per questo, le sue energie saranno dirette al controllo totale del partner, al monitoraggio delle sue relazioni, del luogo in cui si trova: elementi che diventano il fulcro della relazione.

Questi tipi di comportamento sono indice di un profondo senso di insicurezza, una fiducia mancata nei propri confronti che viene riflessa e proiettata sul partner.

Per la persona ossessionata il partner non è più una persona, ma viene visto piuttosto come colui che deve rispondere ai suoi bisogni di possesso e controllo. Di fronte ad una situazione di rifiuto da parte dell’altro di proseguire la relazione, di fronte ad un’ipotesi di tradimento all’interno della coppia o ancora di fronte ad una gelosia morbosa è possibile che si presentino veri e propri episodi di violenza.

In un primo momento, al crescere dell’ansia, l’ossessivo comincia a controllare assillare e minacciare intimidendo la vittima, la rabbia aumenta fino ad essere agita anche concretamente. “Il geloso patologico distrugge ciò che non può avere”: in questo modo, può riappropriarsi del controllo perduto.

La psicoterapia si configura come l’unico strumento adatto per affrontare i fantasmi del passato. Solo avendo padronanza della propria storia e dei propri affetti si può costruire una relazione sana.

Per parlare di un “uomo ossessionato” è utile introdurre il concetto di “stalking” (letteralmente “fare la posta”): un atto persecutorio che presuppone la messa in atto di condotte che hanno l’obiettivo di seguire la vittima nei suoi movimenti, controllarla e monitorarla causando nella persona che subisce stalking un grave disagio psichico.

Esistono alcune strategie che possono aiutare la vittima a liberarsi da queste condotte persecutorie che ricordiamo essere reato.

In primo luogo, acquisire consapevolezza del problema è la base di partenza per affrontare il problema stesso (spesso si è portati a sottovalutare la situazione e il rischio che questa comporta).

È importante informare le persone che fanno parte della cerchia familiare e le amicizie più fidate nonché monitorare tutti gli eventi che si verificano per facilitare una eventuale ricostruzione degli atti di stalking.

È necessario acquisire la capacità di “dire no” evitando di giustificare e cercare di comprendere lo stalker, in quanto questo potrebbe rinforzare i suoi comportamenti ossessivi.

Adottare un atteggiamento di “indifferenza” cercando di non mostrarsi impauriti, proprio per non rinforzare i comportamenti dell’ossessivo. È bene essere sempre prudenti cercando dunque di non trovarsi in luoghi isolati.

Se lo stalking si esprime anche in forma telefonica, è utile avere una seconda linea telefonica e adottare solo questa.

È infine importante denunciare alla polizia i comportamenti persecutori dello stalker.

Articoli di Psicologia